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Anamorphosis Design. Background photo by Anna Grudinina

PROGETTI

(disponibili per la stagione 2019-2020 e successive)

Tommaso Lonquich, clarinetto

Alexander Lonquich, pianoforte

"Die Zeit, die ist ein sonderbar Ding"

 

Bartok, Danze Rumene Sz. 56, BB 68 per clarinetto e pianoforte

Brahms, Sonata in MIb maggiore op. 120 no. 2 per clarinetto e pianoforte

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Berg, Quattro Pezzi op. 5 per clarinetto e pianoforte

Brahms, Sonata in fa minore op. 120 no. 1 per clarinetto e pianoforte

  La Vienna del 1900, da sempre melting pot Mittel-Europea e principale stazione di partenza per i Balcani, l’Europa Orientale e la Boemia, é immersa in una sorta di nostalgico walzer che accelera verso uno stravolgimento identitario: scossa da ridimensionanti delusioni, diviene da decadente capitale imperiale un vibrante palcoscenico dell’avanguardia espressionista.

 Il nostro programma apre una finestra sulla cittá nel momento di quell’affascinante crocevia storico.

Bartok ci ricorda le radici folkloristiche che abitano le strade dell’Impero Austro-Ungarico con melodie contagiose ed esotici ritmi della danza dei nomadi.

  L’ultimo addio di Brahms si leva sulle note del suo testamento cameristico con le eloquenti e liriche Sonate op.120.  Tale generoso romanticismo é speculare ai Quattro Pezzi op. 5 di Alban Berg dove, invece, la musica viene come distillata, condensata e rarefatta in una intima gestualitá drammatica ed una certa reticenza che é al contempo ermetica ed espressionista. 

  Teatro di tutto questo é, appunto, Vienna, attraversata da quella “cosa strana”: il tempo come fattore inesorabile e perturbante nell’Hofmannsthal del Cavaliere della Rosa:

 

"Passiamo così i giorni della vita, e un nulla è il tempo.

Ma poi ad un tratto,

ecco, altro non sentiamo che lui.

È intorno a noi, è anche dentro noi.

Sui volti cola, cola nello specchio, e scorre

nelle mie tempie.

Ed è tra te e me, e scorre ancora.

Silente, come una clessidra."

“Parigi é un banchetto mobile”

 

Debussy, Prima Rapsodia per clarinetto e pianoforte

Stravinsky, Tre pezzi per clarinetto solo

Saint Saens, Sonata op. 167 per clarinetto e pianoforte

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Debussy, Preludi per pianoforte solo (selezione)

(o Jolivet, Mana per pianoforte solo)

Poulenc, Sonata FP 184 per clarientto e pianoforte

  Il titolo di questo programma é ricavato dagli scritti di Ernest Hemingway, che fu grande amante dei piaceri parigini e contribuí con cosí tanti altri all’eccitante clima artistico ed intellettuale della cittá.

  Tutti i compositori di questo programma hanno fatto di Parigi la propria casa: alcuni come Poulenc per tutta la vita, altri come Stravinsky per molti dei loro anni musicalmente fecondi.

  In questa selezione della loro musica, respiriamo l’atmosfera parigina attraverso infinite lenti stilistiche: neoclassicismo e romanticismo, impressionismo e dadaismo, modernismo e kitsch.

  E cosí, poco a poco, Madame Paris si anima attraverso questo collage di suoni: le sue strade scandite dai clacson sfreccianti, i suoi parchi fragranti, le sue cattedrali e i café, ma anche il desiderio occasionale di evadere verso la campagna; e a volte la memoria di un’altra casa, ormai troppo lontana.

 

Tommaso Lonquich, clarinetto

Umberto Clerici, violoncello

Claudio Martinez Mehner, pianoforte

L'Incanto dell'Infanzia tra Giochi e Fiabe

 

Mozart, Trio “Kegelstatt” (dei birilli) per clarinetto, violoncello (orig. viola) e pianoforte

Beethoven, Trio “Gassenhauer” op. 11 per clarinetto, violoncello e pianoforte

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Schumann, Märchenerzählungen op.132 per clarinetto, violoncello (orig. viola) e pianoforte

Brahms, Trio Op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte*

Nei brani di Mozart, Beethoven e Schumann i temi della giovinezza, del gioco e della fantasia affiorano dal mondo dei ricordi. Il trio “dei birilli” di Mozart lancia liricamente un raffinato gioco musicale ripreso in Beethoven con humor, inventiva giovanile e una creatività ammiccante, quasi spavalda. Le fiabe di  Schumann ci accompagnano in una rivisitazione poetica delle immagini scaturite dalla vivida fantasia dell’infanzia, e infine il capolavoro brahmsiano illumina di matura nostalgia il cortile della memoria.

Stagioni dell'Anima: Primavera, Autunno

 

Webern, Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op.11 

Janácek, Pohadka per violoncello e pianoforte

Beethoven, Trio “Gassenhauer” op. 11 per clarinetto, violoncello e pianoforte

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Berg, Quattro pezzi op. 5 per clarinetto e pianoforte 

Brahms, Trio op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte*

 

Tra ambizioni giovanili e memorie intrise di nostalgia, i brani si avvicendano disegnando un percorso tra due stagioni interiori. Webern, Beethoven e Berg, ancora alla ricerca della propria voce, disvelano la primavera della giovinezza con le sue vibranti speranze, preludio a stagioni espressive diverse e ricche.

Con Janácek e Brahms si manifesta l’autunno della piena maturità, ancora animata da febbrili slanci creativi ma anche costellata da momenti di lirica malinconia.

* In entrambi i programmi, il Trio di Brahms può essere sostituito con il Trio op. 3 di Alexander Zemlinsky.

   È disponibile anche un ampio repertorio di pezzi per strumenti soli e in duo con pianoforte.

Per piú informazioni sul Trio Lonquich-Clerici-Martinez, clicca qui.

Il Trio é rappresentato da: Vera Tardiani Artists Management (Milano)

+39 347 7990631

vera.tardiani@gmail.com

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